Portare a livello nazionale il progetto bullismo

E’ nostra intenzione rafforzare la nostra presenza sul territorio raggiungendo in modo capillare i giovani sia attraverso il nostro costante impegno nelle scuole, che per l’anno scolastico 2018-2019 ci vedrà coinvolti nell’addestramento di circa 3300 ragazzi, sia attraverso l’espansione dei nostri progetti rivolti alle famiglie di ragazzi con disabilità.
A tale scopo abbiamo inaugurato lunedi 15 ottobre 2018, una nuova struttura in grado di accogliere un gran numero di atleti, sita in una zona facilmente accessibile soprattutto ai ragazzi.
Contestualmente stiamo lavorando per far conoscere le nostre attività, incontrando importanti realtà del territorio che siano interessate ai nostri progetti e ai nostri valori, per aiutarci a costruire un futuro più sano ed accessibile per i nostri giovani.

 

Pre-pugilistica, difesa personale e autismo

Il progetto, ancora in fase embrionale, si rivolge alle famiglie di bambini ed adolescenti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico ed ha l’obiettivo di realizzare un programma di lavoro finalizzato a:
•    Aumentare la consapevolezza di sé e del proprio corpo, migliorando l’autostima e la forza di volontà.
•    Veicolare e controllare rabbia e frustrazione attraverso un utilizzo consapevole e controllato della propria forza fisica.
•    Potenziare la disciplina e l’autocontrollo.
•    Migliorare la coordinazione motoria, la velocità, la resistenza fisica e le capacità propriocettive.
•    Insegnare il rispetto delle regole e dei compagni.
Lo sport è da sempre un’attività di fondamentale importanza, non solo per il benessere fisico della persona, ma anche per la qualità delle relazioni sociali, in quanto offre la possibilità di sublimare l’aggressività e favorire la nascita di relazioni funzionali tra gli individui.
Nei fatti, il concetto di pratica sportiva non si limita a definire chi pratica sport in generale, ma determina anche la capacità a conformarsi ad un complesso valoriale universalmente riconosciuto, composto di regole, avversari e fair play.
Far proprio tale modello comportamentale, essenziale a qualunque età, risulta ancor più importante e necessario nell’età dello sviluppo dove riveste carattere decisivo nella formazione della giovane personalità.
Il discorso diventa complesso in presenza di disabilità, nel caso specifico, Disturbo dello Spettro Autistico. I giovani che ne sono affetti non solo vanno incontro a maggiori difficoltà nella pratica sportiva, ma, generalmente, hanno una rete sociale fortemente compromessa con l’inevitabile conseguenza di creare un forte impegno emotivo e di risorse per il nucleo famigliare.
Il progetto si compone di due fasi. La prima prevede un allenamento personalizzato, propedeutico alla seconda, nella quale si procede ad un graduale inserimento assistito nel gruppo di allenamento, tenendo conto della soggettività di ogni situazione e dei progressi compiuti dai ragazzi.